Ferrario: "Juve-Napoli? Sarà una partita di fine stagione…"

Moreno Ferrario, ex difensore azzurro, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di "Amore… Azzurro", programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore.
Moreno Ferrario, ex difensore azzurro, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di "Amore… Azzurro", programma sportivo in onda ogni mercoledì e sabato su Radio Amore. Ecco alcuni passaggi dell’intervista:
L’incertezza sul futuro di Mazzarri ha penalizzato il Napoli in questo finale di stagione…
"Questa vicenda ha dimostrato che il Napoli deve ancora crescere molto come società. Un grande club non cresce solo con i risultati ottenuti sul campo. Non capisco l’atteggiamento del presidente e, soprattutto, dell’allenatore. Se un tecnico è bravo, non deve avere il timore di non riuscire a ripetersi l’anno successivo. Un allenatore deve dimostrare di essere abile a lavorare con il materiale umano che gli viene messo a disposizione, indipendentemente dai nuovi acquisti. Oltretutto, pare che Mazzarri volesse andare in una grande squadra come la Juve, ma non sono d’accordo perché lui allena già in una grande squadra… il Napoli! Tutta la gente che viene a vedere un match al San Paolo a Torino non la vedrebbe nemmeno in tre partite. Certo, in questa storia credo che anche il presidente avrà le sue responsabilità, perché quando c’è una diatriba le colpe vanno sempre suddivise. Tuttavia, in questa situazione, chi ci rimette non è il presidente o l’allenatore, ma il Napoli ed i tifosi azzurri".
Juve-Napoli?
"Conoscendo la nostra cultura, mi aspetto una partita poco nervosa e con tanti goal. E’ un peccato, perché bisognerebbe rispettare la gente che ha acquistato il biglietto, ma purtroppo sarà una classica partita di fine stagione…"
L’eventuale addio di Mazzarri potrebbe compromettere l’armonia dello spogliatoio azzurro…
"In questo calcio l’allenatore è determinate. Non è un caso che un tecnico ovunque vada si porta dietro tre o quattro suoi calciatori. Ai miei tempi, invece, era diverso. Nella mia lunga esperienza in maglia azzurra abbiamo cambiato tanti allenatori, poi è arrivato un allenatore equilibrato che già conosceva l’ambiente, ma che certamente non ha fatto da collante per cimentare il nostro gruppo, eppure abbiamo vinto lo scudetto. In questo calcio, però non è così. Se dovesse partire Mazzarri, il Napoli dovrebbe ripartire con un nuovo progetto e cambiare tanti giocatori. In questo caso, il club partenopeo perderebbe altri due o tre anni rispetto ai club concorrenti e non potrebbe più tornare a vincere a breve termine".
In questo Napoli, sono risultati fondamentali i cosiddetti “gregari”….
"I calciatori che ti sorprendono di più in una squadra sono sempre colore che, pur non essendo dei fenomeni offrono un rendimento ben superiore alle aspettative d’inizio stagione. In questo calcio, per vincere qualcosa non bastano i campioni o coloro che conquistano le prime pagine dei giornali. Il più grande calciatore di tutti i tempi mi disse che da solo non avrebbe vinto nulla…".
La forza del Napoli è la programmazione?
"Gli azzurri quest’anno avrebbero potuto ottenere anche qualcosa in più, ma va benissimo così. Mazzarri deve capire che al Napoli servono pochi acquisti mirati per ripetere la stagione che ha disputato quest’anno. Sarebbe un peccato far saltare il progetto, perché per costruire una casa ci vuole tempo, ma per distruggerla basta poco".







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